Tag

,

Un allarme sulla crescita delle disuguaglianze mondiali della ricchezza è stato lanciato dal nuovo rapporto Oxfam appena prima dell’incontro annuale a Davos del World Economic Forum 2016. Il dato più impressionante: la ricchezza di sole 62 persone è pari a quella detenuta da 3,6 miliardi delle persone più povere della Terra, metà della popolazione mondiale.

La notizia è ancora più sconvolgente se si osserva il trend della disuguaglianza negli ultimi anni: nel 2010 la stessa ricchezza era suddivisa su 388 persone. Inoltre, i primi 62 hanno visto aumentare la propria ricchezza del 44% mentre la metà più povera dei cittadini del pianeta ha visto ridurre la sua del 41%.

Il problema è globale e la crisi economica e finanziaria non ha fatto altro che amplificare questo divario. La Banca Mondiale stima che 700 milioni di persone si trovavano sotto la soglia di povertà estrema (1,90 dollari al giorno) nel 2015. Se nei prossimi 15 anni i trend di crescita non muteranno in favore dei più poveri, gli economisti della Banca Mondiale prevedono che non sarà possibile eliminare la povertà estrema entro il 2030 e quasi mezzo miliardo di persone vivrà – se si può dire così – ancora con meno di 1,90 dollari al giorno.

La disuguaglianza di reddito è un fatto negativo non soltanto per le fasce più povere, ma anche per l’entità e la durata dei cicli della crescita economica. Il Fondo Monetario Internazionale (FMI) ha rilevato che a un aumento del reddito del 20% più povero della popolazione di un Paese corrisponde una corrispondente crescita del PIL nazionale. La crescita economica è inversamente proporzionale all’aumento della disuguaglianza. Dovremmo tutti impegnarci per ridurre questa divergenza inaccettabile, ognuno secondo le proprie possibilità.

Annunci